Da quando si ha diritto all’assegno di mantenimento

In tema di separazione personale dei coniugi, il diritto all’assegno di mantenimento disposto dal giudice a favore di uno dei coniugi decorre dal momento della proposizione della domanda giudiziale.
Ti stai per lasciare con il tuo ex marito ma lui non ha voluto darti la separazione consensuale. Così sei stata costretta a depositare il ricorso in tribunale. Il giudice, solo per la prima udienza, ha fissato una data distante di oltre quattro mesi. Hai provato a farla anticipare con il tuo avvocato ma non ci sei riuscita. Chi ti darà i soldi durante questo periodo? Ma soprattutto, una volta che il giudice avrà deciso l’ammontare dell’assegno di mantenimento, da quando decorrerà il tuo diritto? Potrai chiederlo per le mensilità arretrate? Questi problemi ti affliggono perché non hai entrate e fino a quando non ci sarà un provvedimento del tribunale dovranno aiutarti economicamente i tuoi genitori. A stabilire da quando si ha diritto all’assegno di mantenimento è stata una ordinanza della Cassazione depositata ieri [1]. La sentenza della Corte, che ha definito ancora una volta, secondo una interpretazione già sposata in passato, la decorrenza del diritto al mantenimento da parte del coniuge separato, merita di essere qui spiegata con parole semplici.
Quando una coppia si separa consensualmente, tutto si risolve in un’unica udienza. Se marito e moglie non decidono infatti di andare in Comune o di separarsi con la cosiddetta «negoziazione assistita» tramite i propri avvocati, basta un incontro con il Presidente del Tribunale e questi conferma gli accordi da questi sottoscritti. Di solito la data dell’udienza viene fissata nel giro di pochi mesi.
Quando invece una coppia si separa “in via giudiziale” (ossia senza accordo, ma facendosi causa), viene fissata una prima udienza davanti al Presidente del tribunale che stabilisce, in via provvisoria e sulla base dei soli documenti che ha dinanzi, una misura provvisoria del mantenimento. Viene immediatamente dopo avviata la vera e propria causa davanti al giudice e, all’esito della stessa, la sentenza fissa, in modo definitivo, l’entità del mantenimento. La sentenza potrebbe confermare, diminuire o incrementare l’importo deciso in precedenza dal Presidente.
In tutti questi casi potrebbero passare diversi mesi per la prima udienza e addirittura anni per la sentenza definitiva in caso di separazione giudiziale. Sorge allora il dubbio:da quando si ha diritto al mantenimento: dal momento in cui esce la sentenza definitiva di separazione? dall’udienza innanzi al Presidente del Tribunale? o dal momento in cui uno dei due coniugi (o entrambi, nel caso di separazione consensuale) ha depositato il ricorso in tribunale? La Corte sposa quest’ultima interpretazione.
Come già aveva stabilito in passato [2], la Cassazione precisa che l’assegno di mantenimento disposto a favore del coniuge e fissato in sede di separazione personaledecorre dalla data di proposizione della relativa domanda, in applicazione del principio secondo cui «un diritto non può restare pregiudicato dal tempo necessario per farlo valere in giudizio» [3]. Se così fosse, infatti, i tempi tecnici della giustizia, ma anche le inefficienze e i ritardi del sistema, ricadrebbero ingiustamente sul cittadino e questi sarebbe costretto a sopportarne le spese.
Pertanto, se la moglie ottiene, alla prima udienza davanti al Presidente, il riconoscimento di un assegno di mantenimento, il marito sarà tenuto a versarle anche tutti gli arretratidal giorno in cui la stessa aveva depositato il ricorso in tribunale, benché il giudice, per la fissazione del primo incontro tra le parti, abbia lasciato passare diverso tempo. È un po’ come dire che la decisione ha “effetti retroattivi”, per quanto impropria possa essere una tale definizione.
note
[1] Cass. ord. n. 2732/18 del 5.02.2018.
[2] Cass. sent. n. 2960/17.

Avv. Davide Lorello