Limite a 150 km/h in autostrada: ecco quando

Una sentenza della Cassazione di fine anno scorso[1] ha posto l’attenzione degli automobilisti su una norma da non tutti conosciuta. Si tratta del famigerato «articolo 142» del codice della stradache regola i limiti di velocità [2]. Poiché siamo abituati a conoscere divieti e obblighi di circolazione sulla base dei cartelli e a ricordare a memoria che in città si va massimo a 50, sulle strade statali a 110 e in autostrada a 130, difficilmente si va a leggere la norma. Ma chi lo fa scopre che c’è la possibilità in autostrada di un limite a 150 km/h.
Prima di spiegare quando in autostrada c’è il limite a 150 km/h ricordiamo di norma quali sono i limiti di velocità su tutte le strade. La premessa ci servirà per capire meglio il discorso successivo.
Quali limiti di velocità sulle strade urbane
Sulle strade urbane il limite è a 50 km/h. Significa che in città non puoi spingere l’acceleratore a più di questa velocità, salvo che la segnaletica indichi una velocità inferiore (succede, ad esempio, in prossimità dell’attraversamento dei pedoni o delle scuole dove il limite viene portato a 30 km/h). Rispettare sempre i 50 km/h però non ti salva sempre dalla multa. Il codice infatti ti impone di tenere sempre in considerazione la situazione concreta della strada e di adeguare l’andatura alle condizioni di traffico. Il che significa che se ci sono molte auto in fila o ti trovi all’uscita di un cinema e non c’è alcun cartello che ti imponga una velocità inferiore a 50 km/h devi ugualmente frenare.
Il limite di tolleranza consentito dagli autovelox in città – il cui funzionamento non può mai essere automatico, ma deve essere sempre presente la pattuglia – è di 55 km/h. È vero infatti che il 5% di 50 è 2,5 ma la legge prescrive che la tolleranza non possa mai essere inferire a 5km (limiti più bassi sarebbero difficilmente calcolabili sul tachimetro).
Quali limiti di velocità sulle strade extraurbane
Quando la strada esce dalla città, il limite di velocità sale a 90 km/h. Si tratta di quelle strade strette, a volte molto lunghe, che congiungono frazioni di paesi o di città e non hanno la separazione tra carreggiate.
La tolleranza degli autovelox è di 95 km/h. Da 96 km/h in su puoi essere multato.
Quali limiti di velocità sulle strade extraurbane principali
Ci sono poi le strade extraurbane principali che sono quelle ad alto scorrimento. Le riconosci per la presenza dei cartelli con il simbolo blu e sono simili alle autostrade perché hanno due diverse carreggiate separate da uno spartitraffico. Qui il limite di velocità è di 110 km/h. Per gli la multa per autovelox o tutor scatta a partire da 117 (il 5% approssimato per eccesso di 110 è 116). Se però c’è pioggia, grandine o neve il limite scende a 90 km/h. Se infine c’è nebbia si può procedere a massimo 50 km/h.
Quali limiti di velocità sulle autostrade
Veniamo infine alle autostrade. Qui di norma il limite di velocità massima è di 130 km orari. Se le condizioni atmosferiche non sono ottimali tale valore scende invece a 110 km e nel caso di nebbia (visibilità minore di 100 metri e presenza del segnale di limite velocità massimo accanto al segnale classico) la velocità scende ulteriormente a 50 km orari.
La tolleranza per tutor e autovelox resta sempre del 5% il che significa che le multe, in teoria, dovrebbero partire da 138 km/h. Abbiamo detto «in teoria» perché quasi sempre succede che la polizia non sia così fiscale e elevi (anche se di poco) la tollerabilità. Questo vale soprattutto per il tutor visto che il sistema di calcolo fa sì che l’automobilista possa anche viaggiare a 140 km/h senza rischiare multa. Ciò perché innanzitutto il tutor calcola la distanza secondo lo spazio più breve, poi perché il contachilometri delle nostre auto non è così preciso e millimetrico come può sembrare. Infine perché spesso le frenate possono far crollare la media della velocità calcolata dal dispositivo.
Su quali autostrade c’è il limite di velocità a 150km?
Non tutti sanno però che il codice della strada stabilisce [2] eccezionalmente la possibilità di elevare il limite di velocità, sulle autostrade a tre corsie, a 150 km/h. La norma dice esattamente questo: «Sulle autostrade a tre corsie, più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, semprechè lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio».
Dunque, per portare il limite di velocità a 150 km/h è innanzitutto necessario che si tratti di una strada a tre corsie; poi vi deve essere verosimilmente un rettilineo o comunque un tratto con curve di minima angolatura. Sicuramente non deve essere una situazione di traffico intenso. Inoltre è verosimile pensare che il tratto non debba presentare salite o discese, ma debba essere in piano.
In ogni caso, il vaglio va fatto preventivamente dalla polizia sulla base della media degli incidenti stradali degli ultimi 5 anni su quello stesso tratto di strada.
La norma dice «previa installazione degli appositi segnali». Il che significa che il conducente non può andare a 150 km/h sulla base di una propria valutazione della strada, ma deve aspettare di leggere il relativo cartello. In tali situazioni il margine di tolleranza di tutor e autovelox arriverebbe a ben 158 km/h e le multe partirebbero da 159 km orari.
È sbagliato pensare – sottolinea la Cassazione – che l’ente proprietario dell’autostrada debba individuare necessariamente un tratto lungo ove sia consentito viaggiare alla velocità massima prevista dalla legge, vale a dire a 150 chilometri orari; così come è sbagliato pensare che, in caso di mancata segnalazione da parte dell’ente proprietario dei tratti lungo i quali sia possibile viaggiare a 150 chilometri orari, in una autostrada rettilinea e in piano, con tre corsie e una di emergenza,la sanzione applicabile, dovrebbe comune essere quella minima, prevista per la violazione del limite entro i 10 chilometri.
Secondo la giurisprudenza consolidata, gli enti proprietari delle strade hanno facoltà discrezionale di fissare, provvedendo alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli fissati dal codice della strada. La struttura della sede autostradale è la precondizione per l’aumento del limite massimo da 130 a 150 chilometri orari, ma che questo è rimesso alla prudente valutazione dell’ente proprietario, essendo in gioco la sicurezza della circolazione e la tutela della vita umana.
Se l’ente proprietario decide di non aumentare il limite di velocità ciò non comporta una sua omissione di un dovere, ma comporta come sola conseguenza l’applicazione dei limiti minimo e massimo previsti dalla legge, con riferimento a ciascun tipo di strada (ossia nelle autostrade restano fissi i 130 chilometri orari).
note
[1] Cass. sent. n. 26393/2017 del 7.11.2017.
[2] Art. 142 codice strada.
Avv. Davide Lorello